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Il Santuario elevato a
Parrocchia
Primo centenario (15
dicembre 1909 - 2009)
I1 Carmelo al servizio della Chiesa Santa di Dio è in Trapani
"I tuoi figli vengono da lontano"
I Fratelli della Beata Vergine
Maria del Monte Carmelo giungono a Trapani intorno al 1238, provenienti
dalla Palestina e vengono accolti in un primo tempo in città presso la
chiesetta di S. Maria del Parto e il 24 agosto 1250 presso la chiesetta
dell'Annunziata ai piedi del monte San Giuliano, Erice, donatari di quel
luogo con atto di Notar Ribaldo da Trapani e di sua moglie Donna Palma.
Da quel tempo a oggi i Carmelitani vivono in questo luogo benedetto il
loro carisma contemplativo, mariano, in mezzo al popolo, al servizio
della santa Chiesa di Trapani.
Il loro figlio più illustre è S. Alberto degli Abbate da Trapani (†1307),
patrono principale della città e patrono secondario della diocesi.
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GLI
INIZI
Riportiamo da "La Madonna di Trapani" di
Gabriele
Monaco, (pag. 254, Ed. Laurenziana - Napoli 1981) quanto segue:
"Per quanto si riferisce al Borgo Annunziata, noi sappiamo che esso
faceva parte del territorio della Cattedrale, la cui giurisdizione
arrivava fino al così detto "Passo dei Ladri". Gratuitamente i
Carmelitani del Santuario prestavano la loro opera a pro degli abitanti
sparsi nelle rurali abitazioni, assistendo i moribondi, presso il cui
capezzale era alquanto difficile chiamare il Parroco dal centro della
città. Venne, però, il momento in cui si dové prendere la decisione di
costituire una parrocchia nella borgata, che, andando crescendo a vista
d'occhio, doveva pure avere una denominazione. E quale denominazione più
adatta di quella di Borgo Annunziata? Al raggiungimento dello scopo si
adoperò efficacemente il priore del nostro convento, come apprendiamo
dalle stesse sue labbra: "La nascente borgata intorno al santuario è
fatta denominare dell'Annunziata, e riconosciuta sotto tale nome dal
Governo; come pure si amministrano i Sacramenti nelle campagne dei
vicini paesi Paceco e Xitta, facendo anche il Precetto Pasquale con
permesso dei rispettivi Parroci, con approvazione del Vescovo,e
specialmente per Monte S. Giuliano, le cui falde sono vicinissime al
nostro Convento". (Lettera del Priore P. Canino al P. Generale in data
12 ottobre 1879).
II 15 maggio 1897, il Vescovo Mons. Gerbino si portò da Trapani a Roma,
per conferire col P. Generale del nostro Ordine sulla sua intenzione di
elevare la nostra chiesa a parrocchia , con la nomina del parroco nella
persona di un nostro religioso. Il 27 maggio 1901 Mons. Gerbino, vescovo
di Trapani, scrisse una lettera al P. generale dell'Ordine Carmelitano
P. Luigi Galli sulle difficoltà che incontrava da parte del Municipio,
che continuava ad ostacolare i Religiosi. Il provinciale, P. Antonino
Melilli il 15 agosto in una lettera al P. Generale scriveva che "il
vescovo si è mostrato nostro protettore, perorando la nostra difesa al
cospetto di tutti".
II 13 marzo 1906, il Papa S. Pio X nominava il Vescovo di Lipari, Mons.
Francesco Raiti carmelitano,
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Amministratore Apostolico di Trapani e nel
concistoro del 6 dicembre lo designava a succedere al vescovo
Mons. Gerbino, volato al cielo. Fu sotto il governo pastorale di
Mons. Francesco Raiti che il
Santuario venne elevato a
parrocchia con bolla del 15 dicembre 1909 e inaugurata il 19
successivo, dopo tante difficoltà superate dal vescovo, compresa
quella della denuncia al Procuratore del Re per un tale misfatto
e quella della chiusura della chiesa da parte di un delegato del
Comune il 26 dicembre 1909.
Il popolo insorse e il Prefetto ingiunse al Comune la riapertura
del Santuario. II primo parroco, nominato dal vescovo mons.
Francesco Raiti fu il
P. Giuseppe Cimino, carmelitano il 18
dicembre 1909.
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Nato a Linguaglossa (CT) il
7 febbraio 1864. Apparteneva all'Ordine dei Carmelitani (O.F.B.M.
Carm.). Fu eletto Vescovo di Lipari il 22 giugno 1903 e Vescovo
di Trapani il 6 dicembre 1906. Prese possesso della Diocesi il
27 gennaio 1907 e morì a Trapani il 1 'maggio 1932 |
"Dopo una lunga odissea, la
Parrocchia fu finalmente riconosciuta civilmente con Real Decreto del 26
Dicembre 1919.
II 25 aprile 1930, in forza del concordato tra lo Stato e la Chiesa del
11 febbraio 1929, essendo podestà di Trapani, il marchese avv. Giuseppe
Platamone, devotissimo della Madonna di Trapani, venne approvato uno
schema di convenzione del Ministero dell'Educazione Nazionale,
trasformato in atto pubblico dall'Intendenza di Finanza.
Finalmente, in conformità dell'atto del 25 aprile 1930, la Direzione del
Museo comunicava al vescovo che la consegna dei locali era stata
autorizzata dal Ministero. Si trattava di un modesto ambiente, parte del
loro antico convento. Dopo i primi necessari lavori di adattamento, i
Carmelitani vi si trasferirono il 22 agosto 1930, ottava dell'Assunzione
della Madonna.
Tra il 1909, anno di nomina a parroco del p. Cimino e il 1919, anno del
riconoscimento civile della parrocchia e precisamente nel 1913, venuto a
mancare il p. Piombo, prende l'ufficio di rettore del santuario il p.
Cimino con l'obbligo impostogli dal Comune di versare annualmente la
somma di £ 1.000 alle casse della Commissione Civile per i restauri del
santuario. Ma in questo ruolo il p. Cimino già entra meglio nella cura
pastorale del territorio parrocchiale e resiste agli assalti della
massoneria.
P. Eliseo Castoro O. Carm.
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