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Profilo del Santuario
Maria SS. Annunziata di Trapani
Per una presentazione ai pellegrini,
visitatori, scolaresche.
La complessa realtà del santuario dell'Annunziata di
Trapani, denominato anche "santuario della Madonna di Trapani"
testimonia il radicamento profondo di fede e di pietà del popolo di Dio
in questa Chiesa santa che è in Trapani, città marinara, nel suo
territorio contadino, in Sicilia e oltre, e nel Carmelo.
Un popolo attratto dal carisma marieforme e dallo splendore di una icona
che ispira l'anima al trasporto d'amore verso il Signore Gesù, che,
assise bambino sul trono del braccio della madre, le esprime la sua
tenerezza di figlio. È verso di lui che Maria invita con la sua mano,
dicendo: "Fate quello che vi dirà"' (Giovanni 2,5).
Vasta e antica è la produzione letteraria e artistica intorno alla
storia, al culto e alla rilevanza ecclesiale sempre crescente di questo
santuario.
In considerazione di ciò riteniamo utile proporne sinteticamente un
profilo, ai fini di una rapida presentazione ai pellegrini, visitatori e
scolaresche che, con vivo interesse giungono qui provenienti da ogni
parte.
Si rivive una storia, un evento, bello, semplice, del popolo di Dio, che
apre il cuore alla speranza cristiana sotto lo sguardo della Vergine
Madre.
All'origine del culto alla Madonna di Trapani non c'è un miracolo,
un'apparizione. C'è una chiesetta dedicata all'Annunziata, alle falde
del Monte S. Giuliano-Erice, ove sgorga una polla: l'acqua della
Madonna, appartenente ad una nobile famiglia, Notar Ribaldo e la moglie
Donna Palma, un antico piccolo luogo di culto per i loro contadini.
Siamo nella prima metà del 1200; decidono di donare ai frati carmelitani
questa chiesa fuori le mura.
I frati giungono dalla Palestina a metà tra il 1230-40 a Trapani,
ospitati dal Senato presso la chiesa di S. Maria del Parto entro le mura
e felici ora di trasferirsi qui per fondare il loro eremo
all'Annunziata, un titolo che rievoca quel lontano Carmelo, costretti a
lasciare, vicino a Nazaret. Essi si chiamano Fratelli della B. V. Maria
del Monte Carmelo. Il loro carisma è l'ossequio a Gesù Cristo come
fraternità contemplativa sulle orme di Maria, eremiti non più crociati;
ora mendicanti itineranti in Europa in mezzo al popolo.
Nessuna visione miracolosa. Al suo sorgere tuttavia c'è un grande
personaggio, S. Alberto da Trapani, vissuto nella seconda metà del 1200
e transitato al cielo il 7 agosto del 1307 a Messina e subito proclamato
Santo dall'arcivesco-vo-archimandrita e acclamato dal popolo. Della
nobile famiglia degli Abate: il padre Benedetto, ammiraglio del versante
occidentale dal canale di Sicilia fino al limitare del Tirreno
Meridionale; la madre Giovanna Palizzi di Messina, che tanto aveva
sospirato la nascita del figlio avuto dopo 26 anni di matrimonio
sterile, lo zio Enrico, segretario dell'imperatore Federico II di
Svevia.
S. Alberto degli Abate è il vero fondatore spirituale dell'Annunziata di
Trapani e Patrono della città.
Entrato giovinetto in questo monastero, vi professa i voti e viene
ordinato sacerdote. Rinunzia ad un enorme patrimonio, al suo lignaggio e
al suo futuro politico, per vivere povero, casto e ubbidiente.
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