P. Gabriele Monaco

Carmelitano, storico dell’Annunziata di Trapani,
a vent’anni dalla morte

Napoli, 22 Novembre 1911 12 Luglio 1988

Il Carmelo di Sicilia, in particolare quello dell’Annunziata di Trapani, non può lasciar passare sotto silenzio il ventennale del ritorno nella casa del padre di p. Gabriele Monaco: data anniversaria di una memoria, che s’iscrive negli annali del Santuario Parrocchia dell’Annunziata, per averne egli investigati vicende storiche ed eventi religiosi, in parte ignorati, in parte riesaminate e per averli, alcuni editati, altri redatti.
Lo ricordiamo pure come promotore del culto di S. Angelo di Sicilia in Licata (AG), dove nelle qualità di priore, giunse nel 1951, proveniente dal Carmine Maggiore di Napoli. Del santo martire, patrono di quella cittadina e titolare della “Provincia Carmelitana” sul versante occidentale dell’isola, egli ci ha lasciato anche un agile profilo biografico: “Vita di S. Angelo”.
Qui ne facciamo memoria soprattutto come storico autorevole del santuario della Madonna di Trapani, ove visse, come membro della comunità, per diversi anni dopo il priorato di Licata con il precipuo compito di dedicarsi allo studio della storia del Carmelo Trapanese, al fine di scriverne una completa e approfondita monografia: una ricerca minuziosa nel groviglio della imponente mole di documenti pertinenti all’argomento, sparsi per varie biblioteche e archivi, rinvenuti o criticamente rivisitati: fatica felicemente approdata all’edizione di un opera, pietra miliare della storia della complessa realtà dell’Annunziata: “La Madonna di Trapani”, “Storia, culto, Folklore”, Laurenziana, Napoli 1981. Ma detto testo monografico non esaurisce l’indagine storiografica di Gabriele Monaco, che comprende un pregevole opuscolo sulla “Vita di S. Alberto”, Laurenziana, Napoli 1979; infatti l’archivio del nostro convento, rubrica ancora una sua ricca raccolta di ritratti biografici di eminenti personaggi, i quali hanno costellato la storia del Carmelo Trapanese lungo l’arco di sette secoli, soprattutto per santità e dottrina, e che, pur nel contrasto travagliato delle umane vicende, hanno profuso, sorretti dal cuore della città, energie e zelo protesi allo sviluppo delle opere: il santuario, il convento, il chiostro, lo “Studium generale” e la ricezione dei pellegrini, senza dimenticare la gancia del Carmine nel centro storico, dove veniva diretto il trasporto del simulacro della Madonna, per proteggerlo dalle frequenti scorrerie soprattutto dei Turchi.

Tutto ciò non deve passare in seconda linea l’intento più rilevante, che attiene alla dimensione carismatica della vita conventuale, nel cui contesto piuttosto va letto tra luci e ombre, il germinare di quelle opere. Un complesso monumentale, dicevamo quello dell’Annunziata, un gioiello di arte sacra, elevatosi a fulcro di pietà mariana in questa vasta plaga regionale e nell’Ordine, il cui cenobio ora, trasformato in museo, sigla il luogo identitario educativo, di un popolo marinaro e contadino e delle sue radici, ma altresì di un antico carmelo, che aiuta ad aprire i cassetti della memoria, delle emozioni e dell’elevazione, ma sprona in primo luogo per l’oggi di fedeltà al suo carisma contemplativo evangelizzatore sulle orme di Maria e di Alberto degli Abbate, patrono.

  p. monaco 
A questa collezione di profili illustri licenziatici da Monaco, bisogna aggiungere inoltre una “Miscellanea”: un insieme di documenti, articoli e simili, riguardanti argomenti disparati, interessanti, che precisano e ampliano i contenuti de “La Madonna di Trapani”.  
P. Gabriele Monaco (a sinistra)
in visita al santuario con P. Giuseppe Iuppa, priore-parroco dell'Annunziata

 Non possiamo infine non menzionare una seconda importante sua monografia concernente il Carmine Maggiore di Napoli: “Piazza Mercato” – sette secoli di storia e di arte” Laurenziana, Napoli. Di questa comunità carmelitana egli era, infatti, alunno.
Il Monaco è uno storico attento, un ricercatore instancabile; egli amò questo carmelo mariano della Sicilia. La “vis polemica” emerge dalle sue righe particolarmente quando avverte l’uso non corretto dei documenti, in ordine alla verità storica da accertare, per quanto riguarda i Carmelitani dell’Annunziata: letture peraltro a volte distorte da laci prevenuti nella temperie culturale locale di inizio novecento. Egli s’inserisce egregiamente dal suo punto di vista nella scia degli studiosi contemporanei della storia del Santuario: dello Scuderi, della Sibilia-Cosentino, del Venturi, della Burresi ecc.. e prosegue al tempo medesimo una tradizione storiografica, “ab antiquo” interessata all’Annunziata, che, pur nei limiti storico-critici di quela cultura, coglieva già la rilevanza ecclesiale del santuario e dell’ispirato capolavoro di Nino Pisano (+ 1368).
In questa direzione l’opera del Monaco amplia la nuova stagione e prelude a ulteriori ricerche, i cui risultati già acquisiti, sono in parte editi (“S. Alberto degli Abbate – Atti del Convegno, ed. Carm. 2006); in parte in corso d’imminente pubblicazione, che il notiziario del santuario “Intorno a Maria” avrà cura di recensire puntualmente.
La corale celebrazione in corso del I° centenario delle’elevazione del santuario a parrocchia – 15 dicembre 1909-2009 – dà conto, come segno dei tempi, nelle drammatiche vicissitudini, del materno patrocinio di Maria su questa Chiesa, sul Carmelo e sulla Città, affinchè noi, popolo di Dio, oggi, scosso di dosso l’inane torpore, ci destiamo alle emergenze del mondo contemporaneo e alle sfide del Vangelo.

P. Eliseo Castoro O. Carm.

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