Pellegrini al Santuario
pellegrinoUno dei fenomeni tipici della religiosità popolare, perduranti nella storia dei popoli, è l'evento-pellegrinaggio, individuale e collettivo, che qui consideriamo sotto il profilo cristiano, evidenziandone in particolare i riflessi pastorali.
Il pellegrino è "colui che fa un viaggio in un paese lontano e straniero per soggiornarvi"; è un partire, un gesto che dice distacco, ascesi e si propone come testimonianza di una "spiritualità della strada"; il pellegrinaggio è quindi il simbolo dell'uomo "viatore" diretto ad un luogo sacro per un incontro personale con Dio trascendente rivelatosi in Cristo nello spazio della storia della salvezza.
La Verità di questa realtà cristiana non va confusa con quella di un cammino verso un luogo religioso per un contatto impersonale con una realtà sacrale, animista e naturalistica.
Tombe, reliquie, immagini, monti, caverne, sorgenti, rappresentano invece "luoghi" dell'ascolto della Parola di Dio, della conversione del cuore e della comunione fraterna.
Il pellegrinaggio infatti, come cammino di fede nello spazio del tempo, è un "sacramentale": un momento di benedizione con la quale la Chiesa intercede per conseguire frutti spirituali a vantaggio dell'uomo "viatore": "Beato chi decide nel suo cuore il santo viaggio" (Salmo 84,6).
Il Santuario è meta e "segno memoriale" dell'intervento di Dio, per celebrare la grazia che salva; il cammino verso di esso diventa quindi itinerario di fede e di preghiera, via penitenziale di purificazione , di ringraziamento e impetrazione di grazia.
In questo tempo dello Spirito il pellegrino impara a vivere, lungo lo spazio verso il luogo del Signore, con lo sguardo rivolto a Lui sommo pellegrino, nel suo discendere nella nostra carne mortale, nella nostra storia di peccato, e del suo ascendere glorioso alla destra del Padre, prefigurati dai grandi "viatori" dell'Antico Testamento Abramo, Mose, Elia, re e profeti e dal viaggio apostolico della Chiesa per le vie del mondo. La lunghezza, la durata, le difficoltà del lasciare la propria tenda hanno un loro profondo significato spirituale: "i tuoi figli vengono da lontano: dalla Gerusalemme storica a quella celeste". I momenti forti caratterizzanti la spiritualità del pellegrinare possono essere enucleati in quelli ascetici della imitazione del Cristo itinerante: "Uomo di Galilea che passando vai"; così Domenico di Guzman e Francesco d'Assisi, con la loro predicazione missionaria, così il Carmelo con la sua missionarietà orante contemplativa in mezzo al popolo.
Le visite ai santuari per un rendimento di grazia, per il compimento di un voto, motivate dal desiderio di un radicale cambiamento di vita e dal sentimento della riconoscenza, qualificano la spiritualità del pellegrinaggio cristiano e mirano a purificarlo da quanto di inautentico e di effimero si possa mescolare in questa manifestazione della religiosità e pietà popolare.
Prevale su tutti oggi il pellegrinaggio nella Terra Santa, diventata meta di un cammino antico e mai obliato verso Gerusalemme e il S. Sepolcro di Cristo, simbolo di una itlneranza pasquale della Chiesa, che si diparte dal Cenacolo eucaristico e pentecostale fino ai confini del mondo: profezia della Gerusalemme celeste, della Apocalisse.
Prevalgono oggi i grandi pellegrinaggi mariani: Lourdes, Fatima, Loreto, Guadalupe...e tanti, tanti altri disseminati nell'orbe terrestre ove squillano giorno e notte le campane dell'"Ave Maria"; non ultimo il nostro antico Santuario della Madonna di Trapani, Annunziata del Signore che regge sulle sue braccia il Cristo suo figlio, piccolo re, e con la mano lo indica a noi, ripetendo ancora: "Fate quello che vi dirà". (Gv 2,5)
"Si va a Maria per andare meglio verso Dio; lei infatti nella storia della salvezza attrae i credenti per condurli a Cristo e per mezzo di lui al Padre. Il volto di Maria, Madre della Chiesa e maestra nostra risplende della luce di Dio".
Il pellegrinaggio infatti deve essere un forte momento ecclesiale di preghiera itinerante, di accoglienza e comunione per andare con Maria incontro al Cristo nell'attesa della sua venuta.

F.P.C.