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La cappella dei
Pescatori |
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La cappella dei Pescatori, sita nel Santuario dell'Annunziata è uno degli esempi più emblematici di quella serie di cappelle, a pianta quadrata e copertura a cupola, che frequentemente, nel '400-'500 venivano annesse a chiese è conventi. Il manufatto non ha una datazione esattamente nota, ma è comunque databile nella seconda metà del XV secolo. Tale datazione è stata appurata dal Meli, che ha rintracciato un atto all'Archivio di Stato di Palermo riportante la data "4 Maggio 1481". Si tratta di un'obbligazione contrattuale con la quale assumono l'obbligo di costruirla «non-nulis piscatori bus civitates Drepani» i maestri Bartolomeo di Giovanni, Antonio de Pronte e lo scultore ed intagliatore Gabriele di Battista, di certo però non sappiamo se il loro ruolo era solo quello di intagliatori o si occuparono di redigere anche il progetto architettonico vero e proprio che secondo alcune fonti risale al 1476. Il tema delle "cappelle a cupola su nicchie", cosi definite dal Freschfield, che per primo ne individuò le analogie tipologiche e qualitative, è stato approfondito da molti studiosi, i quali hanno evidenziato le remote ascendenze islamiche e normanne, rivitaliz-zate da nuove influenze importate dai contatti con il mondo mediterraneo. La fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento è la fase storica in cui si verifica un maggior fervore costruttivo delle cappelle e di queste molti esempi si trovano soprattutto nel trapanese, per citarne alcuni: la Cappella della Madonna, dei Marinai e dei Pescatori nel Santuario dell'Annunziata; a Mazara la tribuna della chiesa di San Egidio. Lo schema tipologico di base è costituito da un cubo sovrastato da una cupola semisferica o a spicchi, le varianti, invece, si evincono dagli elementi di raccordo tra l'impianto quadrato di base e la forma ottagonale della cupola. L'impianto volumetrico è, da un lato di matrice islamica, molto diffuso, seppur con varianti, nel Nord Africa, dall'altro, la tipologia centrica risulta propria delle esperienze quattrocentesche italiane e spagnole. Tale linguaggio viene ripreso anche in Sicilia, nel periodo islamico-normanno sulla base di esperienze di moschee mediterranee databili dal IX secolo, come le moschee di Susa e di Qayrawàn. Nella Cappella dei Pescatori, tali esperienze sono riscontrabili nella cupola ombrelliforme a spicchi visibili all'esterno con ondulazioni della superficie, nei pennacchi angolari a ventaglio (simili a quelli della Cappella dello Spirito Santo ad Alcamo) e nei motivi decorativi dell'arco in stile chiaramontano visibile di fronte all'ingresso. L'acquisizione delle esperienze islamiche si traducono quindi, nel caso delle cappelle a cupola, in innovazioni strutturali e spaziali che diventano esse stesse materiale decorativo, vedi ad esempio l'adozione, in alcuni casi delle cupole a spicchi estradossati, come quella dei Pescatori, o quella della chiesa dei SS. Pietro e Paolo, in provincia di Messina. La Cappella dei Pescatori ha accesso dalla Chiesa grande, tramite un passaggio delimitato da un piccolo cancelletto in ferro battuto che separa i due ambienti. Entrando ci troviamo subito di fronte al grande portale ogivale modanato, che sembra quasi incombere sul piccolo spazio della cappella. Proprio per le sue grandi dimensioni si ipotizza che fosse stato realizzato per un ambiente esterno e, solo in un secondo momento spostato all'interno. In un'osservazione più attenta si vede come l'ultima ghiera dell'arco poggi, quasi sovrapponendosi, ad uno dei pennacchi, mentre dall'altro lato ne è completamente distaccata. Tale anomalia è dovuta ad un cedimento delle fondazioni che ha causato un abbassamento del piano d'imposta della cupola, come è tra l'altro emerso dal rilievo topografico effettuato. L'ogiva è divisa in diverse ghiere, ognuna delle quali presenta motivi decorativi, quali fogliami, fiorami, punte di diamante, gli "Chevron" (motivo tipico del gotico chiaramontano), ed una ricca fauna marina, che ciconferma, quale committenza il ceto dei Pescatori. Voltandoci verso l'ingresso troviamo un altro arco ogivale, molto più semplicedel precedente. Esso inquadra l'odierno accesso alla cappella, centrato tra le due grandi colonne della Chiesa, ma decentrato rispetto all'arco suddetto,ciò confermache tale apertura è successiva alla realizzazione della Cappella. L'ogiva dell'ingresso presenta una decorazione pittorica ad affresco, raffigurante angeli musicanti all'intradosso dell'arco e, motivi geometrici circolari e fogliami. Anche il "sovra luce" presenta una pittura ad affresco divisa in tre comparti, di cui è stato possibile individuare i temi, in maniera chiara, solo dopo le operazioni di pulitura. Il primo riquadro mostra una scena di pesca del corallo, probabilmente più recente rispetto agli altri due, dato il ritrovamento di un affresco sottostante (di cui attualmente non si conosce il tema), nel riquadro centrale troviamo un cartiglio riportante la data 1537, mentre nell'ultimo si distinguono le raffigurazioni di pesci. È lecito supporre che originariamente tutte le pareti della cappella siano state affrescate, costituendo, insieme a quelli della cupola e della parete di est un insieme organico. Purtroppo, questa, rimane solo un'ipotesi fatta alla luce delle uniche tracce dipittura presenti all'interno. |
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| Arch. Elisabetta Rallo | ||
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