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SANTUARIO DELLA MADONNA DI TRAPANI
RESTAURO DEL CROCIFISSO DI PIETRO ORLANDO
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DESCRIZIONE DELL’OPERA
Il crocifisso ligneo
di Pietro Orlando, della fine del XVII sec., è collocato sotto
l’arcone dell’entrata sinistra che fiancheggia il coro della
basilica.
La scultura, proveniente da una cappella della chiesa del
Carmine a Erice1-2, rappresenta Cristo spirato.
Il singolare realismo del modellato, frutto di una conoscenza
notevole dell’anatomia umana dello scultore Pietro Orlando e
dall’applicazione di quanto sostenuto nel suo trattato sulla
pittura e sulla scultura3, in quest’opera raggiunge la massima
espressione, sia per le dimensioni del crocifisso, paragonabili
a quelle di un uomo di 1,70 di altezza, sia dall’uso di capelli
veri, molto diffuso in quel periodo in Spagna.
Il pathos risente dell’influenza delle tipologie del “Crocifisso
doloroso” per il corpo e del “Crocifisso di Nicodemo” per il
viso, di cui a Trapani ne esisteva già un raffinato esempio.
Infatti, le braccia sono allungate in forma di Y, i piedi
fissati con un unico chiodo, il torace gonfio in
contrapposizione al diaframma schiacciato, le mani con i pollici
rivolti all’ingiù, gli alluci aperti in un’ultima contrazione,
mentre il viso scarnito e i lineamenti schematizzati, si rifanno
chiaramente al crocifisso miracoloso di Nicodemo della chiesa di
S. Domenico a Trapani, sec. XIV.
Infine i capelli veri, di cui restano traccia nella calotta,
rendono questo crocifisso unico nel suo genere tra quelli
presenti nel nostro territorio; esempi di crocifissi con capelli
veri si trovano in Italia a Saludecio (RN) del XIV sec.; a
Irsina (MT) del XV sec.; nella cattedrale di Bergamo del XVI
sec. e in Spagna (a Fisterra, Burgos e Leon).
L’attribuzione del crocifisso allo scultore trapanese Pietro
Orlando è avvalorata dal Di Ferro3,
dal Monaco2,
dal Dizionario degli artisti siciliani4
e dal confronto dei particolari anatomici con un altro
crocifisso attribuito allo stesso scultore5,
collocato su un altare laterale della chiesa di Santa Maria
dell’Itria a Trapani.
Nel crocifisso dell’Itria, è subito riconoscibile
l’inconfondibile esecuzione dell’anatomia del corpo, anche se in
questo caso, Orlando riprende nell’impianto della figura modelli
classico-barocchi5
e rappresenta Cristo prima della ferita al costato.
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1 V. SCUDERI, Arte
medievale nel trapanese, Trapani 1968, pp. 84,85, tav.LXVI
2 G. MONACO, La Madonna di Trapani, Napoli 1981, p.60
3 G. M. DI FERRO, Biografia degli uomini illustri trapanesi,
Trapani 1831, pp. 206, 211
4 L. SARULLO, Dizionario degli artisti siciliani, 1993, vol.
III, pp. 251,252
5 F. CALTAGIRONE, A. D’AMICO, R. DEL BONO,L. NOVARA,
Architettura ed arte nel centro storico di Trapani, Trapani
1982, p. 63
6 V. e G. SCUDERI, Le chiese di Erice, Trapani 2004, p.37
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