| Se
vuoi avere di più, devi dare di più” ;
Questa frase è stata detta da uno dei componenti del nostro gruppo giovani
l’ultimo giorno della giornata mondiale della gioventù, a Colonia.
Il contesto era quello di tensione tra alcuni membri del gruppo e questa
affermazione tendeva a sottolineare il fatto che ciascuno di noi, nel suo
piccolo,dovesse aprirsi agli altri per potere offrire, con molta umiltà, le
proprie capacità come dono, senza aspettarsi nulla in cambio.
Ma una riflessione nata appunto da questa felice frase, dal confronto che
abbiamo avuto con altri ragazzi provenienti da tutto il mondo e soprattutto
dalle catechesi che ci hanno donato i vescovi Comastri e Sigalini, mi porta
a pensare che questo discorso possa essere esteso all’intera comunità
cristiana.
L’uomo infatti non è un isola e non si salva certo da solo, ma assieme alle
persone con cui vive il suo pellegrinaggio su questa terra.
L’assemblea cristiana è chiamata a vivere nel e con lo stesso pane di vita
vera per poter raggiungere una salvezza comunitaria.
Cristo
dona a ciascuno di noi tutto il suo amore e si dona per intero
nell’Eucaristia.
Il gesto eucaristico è infatti l’amore materno di Dio che nutre i fedeli di
amore.
L’Eucaristia è dono dell’amore infinito di Dio che arriva a sacrificare il
suo Figlio unigenito per noi.
Se noi pensiamo alla vita di Gesù, essa non è spiegabile se non alla luce
dell’amore “folle” di Dio per l’uomo.
Infatti, l’onnipotenza che Dio manifesta in Cristo, suo Figlio, è
l’onnipotenza dell’amore, come ben ci dimostra l’episodio della lavanda dei
piedi in cui Gesù, ancora una volta, ha dato l’esempio di come la potenza di
Dio non stia nella forza ma nell’amore.
E se Dio è l’Amore, esso vincerà l’odio, la paura e la solitudine.
Infatti, il nome del nostro Dio è l’Emmanuel, Dio con noi, per cui ogni
paura, ogni solitudine è vinta. La stessa morte è annientata, perché Cristo
ha vinto la morte e ci ha accomunati a lui in questa vittoria.
Per questo è importante riscoprire questo sacramento di Amore che il Santo
Padre Giovanni Paolo II ha voluto sottolineare indicendo l’anno
dell’Eucaristia (ottobre 2004-2005). Lo stesso Santo Padre nel messaggio per
la XX Giornata mondiale della gioventù ci ha invitato a cambiare rotta dopo
l’incontro con Cristo presente nell’Eucaristia, proprio come i magi che “per
un’altra strada fecero ritorno al loro paese” (Mt 2,12), in modo da
diventare veri adoratori e “testimoni dell’amore contemplato in Cristo”.
Ed è con questo spirito e con questa consapevolezza che noi giovani vogliamo
ritornare nella nostra parrocchia, nelle nostre famiglie, nell’impegno dello
studio e del lavoro.
Sappiamo infatti di essere membra vive del corpo di Gesù Cristo, di quello
stesso Gesù di cui abbiamo contemplato il volto nelle fatiche e nelle gioie
del nostro pellegrinaggio a Colonia. Quel volto che siamo venuti ad adorare
con la certezza che continuerà a vegliare su di noi ovunque andremo come ha
vegliato su di noi sotto le specie eucaristiche la notte che abbiamo
trascorso a Marienfield.
Quel volto di cui è stato detto: “il tuo volto, Signore, io cerco” (Sal 27)
Grazie, Signore, per aver instillato in noi il desiderio di partire, come i
magi, alla ricerca del tuo volto.
Grazie, Signore, per esserti fatto trovare nella persona di uno dei più
piccoli del gruppo.
Grazie, Signore, per aver affidato a noi, piccoli pellegrini, un grande
compito: testimoniare con Te, in Te e per Te il tuo grande amore per l’uomo.
Il nostro pellegrinaggio continuerà nella nostra città, assieme a te che sei
la nostra stella, verso il tuo Regno.
Daniela Messina
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