|
Lo Scapolare del Carmelo dono e impegno |
|
I
segni nella vita umana
Lo Scapolare: la storia Nella Bibbia si parla delle veste come simbolo e figura della speciale cura che un genitore ha verso il suo figlio diletto. Così è detto di Giacobbe che aveva tessuto una tunica dalle lunghe maniche per suo figlio Giuseppe, che lui amava. (Gn 37,3) Anche di Gesù è detto che indossava una tunica preziosa, tessuta tutta d'un pezzo, quella che durante la crocifissione non venne stracciata, ma divisa fra i soldati (Gv. 19, 23-24). L'abito sin dall'antichità è stato visto come un elemento che manifesta la condizione sociale della persona ed ecco perchè i consacrati, fin dalla nascita dei primi ordini religiosi, l'abito era visto come figura del "rivestirsi di Cristo", segno dell'amore tenero e affettuoso di Dio Padre, emblema dell'appartenenza ad un determinato gruppo di consacrati e di adesione al loro stile di vita. Molti ordii religiosi vestono degli scapolari: vesticciuole aperte sui lati e prive di maniche che, coprendo il petto e le spalle, e quindi poggiando sulle scapole (da li il nome scapolare) scendono fino alle reni o fino all'orlo del vestito. Esso nasce dai grembiuloni che i religiosi indossavano per preservare l'abito religioso nel corso dei lavori pesanti o domestici. Lo scapolare in origine, quindi, era un oggetto pratico che viene sacralizzato e diviene segno di disponibilità al servizio. Inoltre, tutti questi abiti, sono ritenuti di origine soprannaturale in riferimento a rivelazioni private o a visioni. Per quanto riguarda l'Ordine Carmelitano le prime menzioni sullo scapolare si trovano nelle Costituzioni del 1281 e del 1294. In esse si prescrive che i "frati" avessero due Scapolari col cappuccio e che dormissero sempre con lo scapolare addosso, in quanto esso è ritenuto sin d'allora l'"Abito dell'Ordine". In seguito, per ragioni di comodità si diffuse una versione ridotta dello Sapolare che è formata da due pezzetti di lana color marrone allacciati agli angoli superiori da due nastri in modo da formare un tutto unico e chiuso, all'interno del quale si infila il capo, lasciando ricadere i due pezzi di stoffa sul petto e sul dorso; da questa versione ridotta nasce l'attuale "abitino". Lo scapolare veniva portato sempre dai Carmelitani, di giorno e di notte, e simboleggiava il giogo di Cristo e la sua presenza nella vita del religioso. Disfarsene era considerato un fatto grave, in quanto stava significare abbandonare la vita monacale abbracciata e abdicare al servizio di Dio. Possiamo dire che inizialmente allo Scapolare veniva attribuita una speciale venerazione più per un motivo cristologico che mariano. Soltanto in seguito cominciò ad emergere il significato mariano dello Scapolare. Si cominciò soltanto più tardi ad identificare lo Scapolare carmelitano con la stessa pietà che essi nutrivano verso Maria. Arnoldo Bostio sostiene che esso, oltre ad essere segno di Maria, è anche segno dell'amore che lei ha verso i Carmelitani, segno di un mutuo patto, segno di unità e anche pegno di salvezza. Da parte dei laici, l'uso di portare questi Abitini, si diffuse sin dal medioevo, nella comune convinzione che i religiosi abbiano il privilegio della sicura salvezza eterna e che quindi partecipare ai benefici spirituali di essi significhi ricevere uguale garanzia. Da ciò nasce l'abitudine di portare l'Abitino segno di aver scelto un certo stile di vita alla sequela di Cristo. Ed così che cominciarono a formarsi i "Terzi Ordini" che attraverso vari mutamenti avvenuti nel corso dei
|
![]() |
|
Il significato spirituale dello Scapolare Lo Scapolare affonda le sue radici nella tradizione dell'Ordine, che lo ha interpretato come segno della protezione materna di Maria. Contiene in sé stesso, a partire da questa esperienza plurisecolare, un significato spirituale approvato dalla Chiesa Cattolica:
Lo
Scapolare del Carmine
è un segno:
|