| La Bruna |
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Un'immagine illustre e preziosa Lettura dell'icona della Vergine Bruna L'icona di S. Maria detta "La Bruna" è la più antica immagine mariana adottata dai carmelitani. Il suo appellativo è dovuto al colore scuro con cui è raffigurata la carnagione della Madonna. L'originale di questa icona, coronata per decreto del Capitolo Vaticano l'11 luglio 1875, si conserva nella Basilica del Carmine Maggiore di Napoli. Di essa esistono numerosissime riproduzioni ed è vastamante diffusa in luoghi e chiese carmelitane e no, specialmente in europa e in America Latina. Come ogni icona, è frutto di orazione e contemplazione e offre un messaggio. Già osservava un sinodo nel'861: "Ciò che il libro dice con le parole, l'icona lo annuncia attraverso i colori e lo rende presente". Un'icona è per l'occhio come la parola per l'udito; è quindi un linguaggio specifico teologico e spirituale, consustanziato dalla gloria e dalla luce di Dio. E' come una finestra aperta sul mistero eterno ed infinito dell'amore pieno di misericordia di Dio verso gli uomini, e nelle raffigurazioni mariane, in questo mistero contempla pure la figura e il ruolo di Maria la Vergine - Madre. L'icona mariana che stiamo considerando è del tipo "della tenerezza", in cui i volti della madre e del Figlio sono accostati in espressione di dolce intimità. Presso i greci tale tipo pittorico era detto anche "glikofilussa" (dolce baciante). E' stata dipinta nella prima metà del secolo XIII, su una tavola dalle dimensioni di m. 1x0,80 secondo i canoni dell'iconografia bizantina. Si afferma tradizionalmente che provenga dal Monte Carmelo, luogo d'origine dei Carmelitani. Di recente è stato sottolineato dalla critica storica come le raffigurazioni mariane del tipo "della tenerezza" sono le più antiche nell'uso dell'Ordine. La bellezza stessa dell'icona e la sua forza evocatrice conducono ad una contemplazione del mistero di Cristo con la sua Madre che qui viene presentato, che alimenta amore e venerazione per la Madre di Dio e degli uomini e riscalda e vivifica il cuore, aprendolo alla speranza e della salvezza. In particolare la composizione presenta dettagli interessanti che aiutano a comprendere i valori della persona e del ruolo di Maria nel mistero della nostra salvezza e pertanto valori che devono essere ispiranti di vita e di pietà mariana. Incontriamo in questa immagine i seguenti elementi simbolici e dettagli di cui spieghiamo il significato secondo i canoni pittorici dell'epoca:
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Tutta questa composizione iconografica parla quindi al Carmelitano e al devoto di Maria delle realtà della Vergine Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa, ed è invito all'intimità, familiarità e imitazione di Lei e del suo divin Figlio, nostro Salvatore. Nella comprensione e nella preghiera davanti a questa icona è stato scritto:«Si possono percepire le grida di innumerevoli anime che sono risuonate davanti a questa Icona in tanti secoli. Gli occhi della Madre seguono il cammino di ogni uomo, niente interrompe il suo sguardo, niente arresta lo slancio del suo cuore materno...». Emanuele Boaga, O. Carm |