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Ordine Laicale Carmelitano I SANTI CARMELITANI San Simone Stock Fortunato Testimone del 750° anniversario dello Scapolare
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Tracciare,
sia pure brevemente, un profilo di questo nostro Santo è impresa |
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successivo: la tragica epidemia, in cui si contarono circa venti milioni di morti, che spopolò nella sola Europa intere città, rese deserti molti villaggi, e che consigliò di tutto pur di scongiurare ulteriori contagi. Fortunatamente per quanto riguarda il nostro Santo, possiamo contare sulla "Vita fratum" del domenicano Giovanni Frachet, che, scrivendo d'altro, parla di un "Simone, priore dell'Ordine del Carmelo", vissuto nella prima metà del 1200. Abbiamo, inoltre, il catalogo dei primi Generali dell'Ordine, redatto da Giovanni Grossi alla fine del 1300, e del catalogo dei Santi Carmelitani, compilato agli inizi del sec. XV e riproposto in tre o quattro edizioni. Andando così a tentoni eseguendo i pochissimi dati riscontarti in questi cataloghi, possiamo con certezza sapere alcune notizie: San Simone nacque in Inghilterra, visse durante i decenni, difficili per sua patria, del 1200, e, forse riuscì, se veramente raggiunse i cento anni di età, ad affacciarsi alle soglie del 1300. A lui unanimemente le fonti citate attribuiscono la fortuna di avere ricevuto, durante una visione colloquiale con la Madonna, lo Scapolare, quale segno di salvezza. Aiutati allora, allora, da questi punti fermi, avventuriamoci a ricostruirne la biografia, attingendo alla tradizione e servendoci di un pizzico di buon senso e di fantasia. Poiché i nostri santi, tutti, vivono in un preciso momento storico e non sono mai staccati dalle vicende civili e religiose del loro paese, piace guardare l'ambiente, in cui la Provvidenza pose il nostro Santo. Le sorti dell'Inghilterra non erano delle più felici. Il re, Riccardo Cuor di Leone, era costretto, per la sopravvivenza della sua nazione, a continuare una dura lotta contro la Francia; doveva, inoltre, mantenere fede alla terza Crociata con enormi sacrifici economici, che, a causa dell'aumento del carico fiscale, provocavano nel popolo profondi disagi. Il successore di Riccardo, Giovanni senza Terra, (durante il quale ebbe i suoi natali San Simone) ereditò questo duro collasso economico, e in più si aggiunsero l'esito disastroso della guerra contro la Francia, la perdita della Normandia sul continente francese, e una solenne scomunica da parte del papa Innocenzo III, il quale non tollerò la nomina dell'arcivescovo di Canterbury, fatta unilateralmente dal re. Si aggiunga, per ultima cosa, l'obbligo di concedere la "Grande Carta", una specie di costituzione democratica. Non ebbe vita migliore Edoardo I (1272 - 1307), suo successore, il quale, insieme con il Parlamento, si trovò invischiato nell'imporre nuovi balzelli. Naturalmente in queste traversie si trovò coinvolto il giovane Simone e il suo animo mite e generoso ne dovette soffrire moltissimo anche se gli intrighi politici esulavano dai suoi interessi, rivolti piuttosto alla quiete e allo studio del soprannaturale. A questo punto, per determinare meglio la personalità del nostro santo, forse è bene accennare ad una specie di giallo, nel quale sono caduti alcuni studiosi della sua biografia. Quasi ci sia stata una omonimia a creare l'enigma di due "Simoni", vissuti nella medesima epoca, causato dal doppio appellativo: Stock e Anglico. Ma se si ascolta quanto di lui è stato tramandato, emerge che al nostro Santo è stato dato prima l'appellativo di stock, che in lingua inglese significa legno, albero, o un insieme di alberi; l'altro, Anglico, è riferito alla nazione, dove ha avuto i natali. Infatti il giovane Simone, ricco di profonda spiritualità, scaturitagli da una buona educazione cristiana, dalla meditazione sulla Parola di Dio, dai racconti dei Crociati, provenienti dalla Terra Santa, che gli narravano di eremiti conosciuti in Palestina, particolarmente sul Carmelo, pensò bene di ritirarsi anche lui in una delle lussureggianti foreste della sua terra, scegliendo come abitazione la cavità di un tronco d'albero, per godere una più intima e silenziosa unione con il Signore. Simone Stock era per vocazione un contemplativo, e, a modo suo, aveva creduto opportuno rispondere alla chiamata interiore. Quando però, nel 1242 arrivarono in Inghilterra i primi Carmelitani, e precisamente ad Aylesford e ad Alnewick, Simone andò incontro e chiese di unirsi a loro per realizzare il suo grande sogno, E da questo momento al suo nome venne aggiunta l'altra denominazione, Simone Anglico, per indicare, appunto, la sua appartenenza a quella provincia religiosa. I suoi lineamenti appaiono adesso meglio definiti. Entrato nel Carmelo, poiché uomo di preghiera e di contemplazione, viene scelto alla più alta responsabilità bell'Ordine, proprio in un capitolo generale, celebrato in Inghilterra. Rimase in questa carica, che reputava un oneroso e delicato servizio, per lunghissimi anni (qualcuno dice per venti anni!). Pontefici, come Gregorio IX ed Innocenzo IV, affascinati dalla santità e dal prestigio di quest'uomo di Dio, concessero alla Regola del Carmelo, ormai trapiantato in Occidente, nuovo impulso, approvandone, dietro indicazione del Santo Generale, il giusto adattamento alle nuove condizioni ambientali, in cui s'erano venuti a trovare i frati. L'episodio, però, che rende noto ed attuale anche ai nostri giorni la figura di san Simone, è quello relativo alla visione della Madonna, da lui supplicata con la tenera ed affettuosa preghiera del "Flos Carmeli": gli valse l'indicazione nel santo Scapolare (e quindi nell'abito dei Carmelitani) il conseguente privilegio di una santa morte a chi degnamente l'avesse portato. Alcuni storici si meravigliano che l'apparizione, datata 16 luglio 1251, sia stata tenuta segreta, e solo nel sec. XV, tra le notizie del Catalogo dei Santi carmelitani essa venne divulgata e quindi accolta dai fedeli con entusiasmo e devozione. Si dimentica che il papa Innocenzo III, giurista insigne, nel 1206 aveva fornito ai vescovi uno strumento efficace contro le eresie che in quei tempi si moltiplicavano ad ogni piè sospinto: era la procedura inquisitoriale o (con termine antipatico e negativo) l'inquisizione. Quest'azione processuale era nata appunto per vigilare sul deposito della Fede e sulla morale cattolica, e per "inquisire" su tutto ciò che odorava di poco ortodosso. All'epoca di san Simone, l'inquisizione aveva raggiunto un'attività intensissima, e le condanne (talora pesanti) fioccavano non solo nei riguardi degli eretici, ma anche contro gli operatori di magia e di stregoneria, e contro chi divulgava a cuor leggero apparizioni, lacrimazioni e fatti straordinari, che avrebbero potuto esporre al ludibrio la Fede. Che il primo privilegio del Carmine fosse stato messo sotto chiave per circa un secolo fu certamente un atto di grande prudenza per salvaguardare la veridicità dell'avvenimento miracoloso. Ma torniamo a ciò che interessa nella relazione del Santo con la Madonna e la sua apparizione. Si è detto che egli era un'anima eminentemente carmelitana; viveva , cioè, il carisma del Carmelo pur tra le preoccupazioni che la sua carica quotidianamente gli riservava: fondazioni di nuovi conventi, visite canoniche, viaggi per l'Europa per incontrare rinfrancare i confratelli, pratiche curiali con la S. Sede inerenti la sopravvivenza dell'Ordine, studio della Regola per una scrupolosa osservanza da parte dei frati, eccetera. Curava, però, la sua vita interiore di preghiera e di contemplazione, ricca di quel sapore mariano, che gli avevano comunicato i confratelli, venuti di recente dal Monte Carmelo. Nel bel mezzo delle sue meditazioni, ebbe, sicuramente, il dono della contemplazione, quella che lo spirito del Signore concede in questa vita ai puri di cuore. Frequenti erano i suoi colloqui con la Vergine Santa, verso la quale elevava i suoi "Canti", che ci sono stati tramandati, e che sono pieni di dolce malinconia. I titoli con cui soleva invocarla erano "Rosa del Carmelo", "Vite specialissima", "Madre della salvezza", "Vergine di grande rinomanza", "Stella fulgida del mare". Il "Canto", però, che spesso gli sbocciava dal cuore e sulle labbra era il "Flos Carmeli", dove, dopo avere professato con brevi invocazioni l'ortodossia della sua devozione filiale, alzava lo sguardo alla "Stella del mare" per implorare una particolare protezione sulla famiglia carmelitana. E fu appunto durante uno di questi tenerissimi colloqui con Madre, che, pieno di anni e di meriti la sua anima volò al Cielo. Era il 16 del mese che la pietà cristiana dedica alla Madonna: maggio. In una primavera di un anno imprecisato.
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